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Coni Sicilia – Sfiducia a Caramazza; il presidente dice la sua “E’ un mero gioco di poltrone, ho lavorato bene”

Giovanni Caramazza presidente del Coni

Il presidente del Coni Sicilia Giovanni Caramazza non ci sta. E risponde alla recente mozione di sfiducia presentata da alcuni componenti del consiglio regionale del Comitato Olimpico.
L’occasione è quella del consueto pranzo di fine anno con i giornalisti della stampa sportiva. Prima degli auguri, infatti, c’è stato un resoconto di questa paradossale situazione che di certo non fa bene allo Sport siciliano in un momento così difficile sotto tutti i punti di vista.

“Mi hanno accusato di non aver saputo fare pressione sulla politica – ha detto Giovanni Caramazza – e quindi di aver colpa sul fatto che il Coni Sicilia non abbia avuto i finanziamenti che servivano. Posso dire in risposta che il Coni Sicilia ha organizzato gli stessi eventi del 2011 ma con bilancio di 254.000 euro, praticamente il 10% rispetto ai 2.520.689 del 2011. In più abbiamo presentato progetti europei sullo sport, realizzato un protocollo d’intesa con l’agenzia delle entrate, costituito la Consulta femminile dello sport ed elaborato una legge quadro sullo sport”.

Il tutto è nato anche da una mail presentata lo scorso 15 dicembre all’attenzione di Giovanni Caramazza ma anche del presidente nazionale del Coni, Giovanni Malagò, in cui si fa il punto della situazione sullo sport siciliano e la conseguente mancanza di fiducia sulle strategie adottate da chi dirige il Coni.

Caramazza ha commentato così:

“Il crollo è iniziato alcuni anni fa ed è dovuto sicuramente alla crisi economica che è palese in tutti i settori, non solo in quello sportivo. In queste condizioni è davvero difficile reperire fondi per qualunque iniziativa ma ritengo che i tagli ai fondi e la conseguente mancata assegnazione delle risorse non possano essere imputabili a me o al mio operato”.

Caramazza ha continuato:

“Nel 2013 tutti ricordano le mie lotte ma anche il dialogo per far si che ci fosse maggior credibilità e far si che queste risorse per lo sport fossero separate dalla tabella H. Negli ultimi due anni i contributi sono scesi da 12 a 4 milioni di euro e che nel bilancio 2013 il capitolo per lo sport era stato praticamente azzerato per poi ritornare al finanziamento diretto pari a quello del 2012 ma escluso dalla tabella H. Nessuno dei consiglieri che chiede la mia rimozione parla di questo grande risultato”

Per poi concludere:

“Il rischio è quello che la metà più uno dei componenti della giunta regionale possa dimettersi. In questo caso io sarei automaticamente sollevato dal mio incarico. Sarebbe paradossale: in ambito nazionale il presidente, dopo l’elezione, può lavorare per il quadriennio olimpico senza questi eventi. Per quanto mi riguarda, sono amareggiato per tutto questo. Si è tramato contro di me. Qualcuno ha agito nell’ombra. Avrebbero dovuto manifestare il proprio disaccordo con dimissioni palesi invece di spargere il seme del dissenso e della vergogna raccogliendo le firme per chiedere la mia testa. Sono convinto che ci sia una volontà di rimuovermi promettendo, al contempo, poltrone importanti nelle federazioni sportive della nostra Isola. Si tratta di un mero gioco di potere ma io ho la coscienza pulita e vado avanti perché ho sempre agito con onestà e da uomo di sport”.